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San Colombano è un territorio che si sviluppa nella Bassa Lombarda tra la via Emilia e il Po. La pianura padana che si perde sino all’orizzonte e che caratterizza le regioni settentrionali tra le Alpi da un lato, l’Appennino e il mare dall’altro, è qui inaspettatamente interrotta da una formazione collinare isolata. La piccola area interessa tre province: infatti è formata dai comuni di Miradolo terme e di Monteleone in provincia di Pavia, di Graffignana e di Sant’Angelo Lodigina in provincia di Lodi , infine di san Colombano che costituisce un’enclave milanese. Sulla sommità di questa collina spicca un castello di origini incerte in quanto c’è sostiene risalga all’impero Romano chi invece all’epoca longobarda. San Colombano ha preso il nome dal monaco irlandese che nel VI secolo in un’epoca di invasioni barbariche arrivò in Italia per cristianizzare queste terre.E fu il santo ad insegnare agli abitanti a coltivare la vite e dopo secoli di storia che hanno visto alternarsi momenti fortunati a momenti bui oggi il repertorio enologico di questa collina milanese è ampio e di pregio.
Uve, vini, gastronomia, fiere e manifestazioni La cucina locale raccoglie il meglio delle cucine pavese, lodigiana e piacentina. Tipici sono i piatti di riso e pasta cucinati con le erbe spontanee della collina. Durante alcune feste primaverili e autunnali i piatti tipici sono offerti in abbinamento ai vini rossi di produzione locale . Le carni bianche e rosse sono cucinate magistralmente da alcuni ristoranti che nella bella stagione offrono menù ricercati e opportunità interessanti per gruppi familiari. La disponibilità di locali consente buone scelte per chi cerca il meglio di cucina e servizio e anche per chi desidera l'essenziale senza rinunciare alla qualità.
San Colombano al Lambro si estende ai piedi di una ridente collina così descritta più di seicento anni fa da Francesco Petrarca :”E' questo un vago fertilissimo colle, posto nel mezzo della Gallia Cisalpina , cui dalla parte esposta a Borea e ad Euro è prossimo San Colombano, castello assai noto e cinto di forti mura. A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume e benchè piccolo , è capace di sostenere barche di ordinaria grandezza, il quale scendendo per Monza , di qui non lungi, si scarica nel Po: a ponente si stende lo sguardo a larga e spaziosa veduta , e regnavi gradita solitudine e amico silenzio. Io non conosco altro luogo che in positura si poco elevata si vegga attorno si vasto prospetto di nobilissime terre; sol che tu giri d'attorno l'occhio ti si offrono innanzi , Pavia, Piacenza e Cremona” (Lettera a Guido Arcivescovo di Genova del 21 ottobre 1353). Già praticata in epoca romana , la coltura della vite ha ricoperto i dolci pendii della collina , diventando una importante ricchezza per gli abitanti di San Colombano , segnando la storia e la cultura dei paesi collinari. La vite è immagine, paesaggio e riferimento enoturistico. Appassionati viticoltori e qualificati vignaioli continuano la professione “dei patri” puntando su produzioni che portano il nome del territorio. Dal 1984 la collina è zona a denominazione d'origine (D.O.C.) per la produzione del “San Colombano” un vino rosso prodotto con :la Croatina , dal 30 al 45%, la Barbera , dal 25 al 40% e l'Uva rara dal 5 al 15 %. Possono concorrere fino ad un massimo del 15 % altre uve rosse raccomandate, fra queste il Merlot e il Cabernet Sauvignon. Dal 1995 la Collina di San Colombano è anche zona a Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) : “Collina del Milanese. Con questa dicitura vengono prodotti : il tipico Verdea, il Riesling, il Malvasia, lo Chardonnay, il Pinot Nero, il Barbera, il Croatina, l'Uva Rara, il Cabernet Sauvignon, vini fermi, frizzanti e anche spumanti. La valorizzazione della tradizione vitivinicola è supportata dagli interventi mirati del servizio tecnico agrario comunale, dai risultati della sperimentazione del vigneto “Moretto” e dalla presenza del Consorzio di Tutela del vino DOC San Colombano. |
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