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San Colombano è un territorio che si sviluppa nella Bassa Lombarda tra la via Emilia e il Po. La pianura padana che si perde sino all’orizzonte e che caratterizza le regioni settentrionali tra le Alpi da un lato, l’Appennino e il mare dall’altro, è qui inaspettatamente interrotta da una formazione collinare isolata. La piccola area interessa tre province: infatti è formata dai comuni di Miradolo terme e di Monteleone in provincia di Pavia, di Graffignana e di Sant’Angelo Lodigina in provincia di Lodi , infine di san Colombano che costituisce un’enclave milanese. Sulla sommità di questa collina spicca un castello di origini incerte in quanto c’è sostiene risalga all’impero Romano chi invece all’epoca longobarda. San Colombano ha preso il nome dal monaco irlandese che nel VI secolo in un’epoca di invasioni barbariche arrivò in Italia per cristianizzare queste terre.E fu il santo ad insegnare agli abitanti a coltivare la vite e dopo secoli di storia che hanno visto alternarsi momenti fortunati a momenti bui oggi il repertorio enologico di questa collina milanese è ampio e di pregio.
Alcuni itinerari turistici Essenzialmente di tipo collinare fra ubertosi vigneti cosparsi di alberi da frutto, particolarmente ciliegi, fichi, peschi e peri; paesaggio immerso in un verde tipico, espresso da dossi armoniosi che si rincorrono: colore che cambia tonalità da stagione a stagione. Stradine e sentieri ancora con i solchi paralleli lasciati dai carretti (le barét per i Banini): viottoli che si intersecano per raggiungere i vari poderi, i quali sono un tutt'uno confusi nel contesto panoramico: sarebbe il caso di dire che qui è ancora possibile farsi un pieno di verde; quattordici chilometri di perimetro collinare ne assicurano la produzione. Anche nell'abitato del borgo, particolarmente nel centro storico, si possono compiere rilassanti passeggiate fra le antiche stradine (le stét) affiancate da linde e basse abitazioni della pretta linea lombarda.1. Da via Corridoni (la Piantàda) a quota 73 m, fino alla salita della capra, indi al primo bivio in altura si può' procedere a destra e arrivare alla località Palazzina (quota 113 m), per proseguire alla cascina Belgioiso e Tonoli, per poi scendere verso i boschi di Graffignana a cascina Zerbi. 2. Proseguendo da quel primo bivio si arriva a un secondo: prendendo a destra, su una strada pianeggiante a quota 118 m, vi è la possibilità di scendere a Miradolo da due lati. 3. Andando verso sinistra (da quel secondo bivio) inizia la classica panoramica collinare che si snoda in modo pianeggiante, a circa quota 145 m, dalla località la Muccia, alla Madonna dei Monti, alla Merla fino all'arrivo della Collada.
Da questa strada si gode uno dei più' bei panorami locali che spaziano a sud verso l'Oltrepò e i contrafforti appenninici liguri; a nord si domina la pianura lombarda dal lodigiano al Milanese. E' possibile scendere a San Colombano, appunto dalla Collada, e giungere sulla piazza del castello, a quota 78 m. 4.Il percorso precedente può essere arricchito con una sosta alla chiesetta della Madonna dei Monti risalente al 1622;indi al palazzo ex Sommariva in zona Valbissera, la cui torretta è il punto trigonometrico del bacino padano a nord del Po, quale riferimento dominante; edificio passato nel 1782 alla diocesi di Pavia.
5.Dalla sommità della Collada (quota 144 m) si può proseguire su un tratto pianeggiante, verso sud, per poi scendere verso la località Belfuggito ( quota 75 m) sulla statale Pavia-Cremona;oppure puntare verso est, a sinistra, in località Quarti, per un po' pianeggiante fino alla Cappellania, e scendere dalla Serafina (quota 71 m) sino all'incrocio con la San Colombano-Chignolo-Lambrinia. Da questo percorso è possibile staccarsi deviando in due sentieri che portano in località Venturina e Costa regina, quest'ultima a quota 129 m, con ampio prospetto verso sud.
6. Da via Visconti (la Val) in tratto pianeggiante fino al bivio della cappella votiva dedicata alla Madonna del latte (recentemente restaurata), sita a quota 80 m; indi proseguire a sinistra per la salita di Val Cornaleda, che si snoda fra boschi e vigne sino alla sommità collinare, per poi incrociare la panoramica già descritta al punto 3.
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